Lo schermo

smartphone-user-crop1-670x280
Sono in camera, in penombra, sul letto. Un rumore, un trillo. Sei tu.
Prendo il telefono, è illuminato di bianco e verdino, piatto.

Vorrei andare oltre, entrare nello schermo e vedere le tue dita che digitano sulla tastiera, sfiorarle, seguirne il contorno, una ad una. Vorrei avvolgerle, intrecciarle con le mie, sentire quella sensazione di calore e godere di quella forza, quella passione, che ci succede quando ci abbandoniamo totalmente uno all’altra.
E poi vorrei risalire lungo il braccio, stringerlo, accarezzare la pelle, sentirla. Arrivare fino al viso, disegnare il contorno delle tue labbra e schiuderle piano piano. Vorrei che tu iniziassi a parlare, a dire qualcosa, a pronunciare il mio nome, a dirmi le cose che provi, così che io possa incantarmi e cullarmi in quel suono. La tua voce mi piace, mi eccita, te l’ho detto, e mi fa sentire bene, una musica dolce che mi trasporta e che mi chiama.

Rispondo al messaggio e poso il telefono sul comodino. Lo schermo è sempre piatto e mi sto sforzando di renderlo tridimensionale, come se riuscissi a creare un tuo ologramma, come nei film di fantascienza.

Ti giuro che ora farei qualsiasi cosa, pur di vederti, pur di colmare la distanza tra il mio letto e un tuo abbraccio caldo. Non importa dove ci troveremo, non importa come, ti verrei a cercare in quella spiaggia, la nostra, mentre prendi il sole ad occhi chiusi. Mi chinerei e appoggerei le mie labbra sulle tue per godermi il tuo risveglio e l’abbraccio che mi daresti. Il mondo intorno si fermerebbe sicuramente, tutto sarebbe cristallizzato nel momento dell’incontro dei nostri sguardi. E poi faremmo l’amore, un amore liberatorio passionale, intenso, forte come abbiamo immaginato e provato fino a che, insieme, libereremmo l’attesa nel godimento totale.

Mi giro per non pensare alla tua assenza e guardo il telefono, insieme alla mia mente è il canale per sentirti. Tra poco suonerà di nuovo, mi risponderai, nel frattempo ho il tempo per continuare a immaginarti, mi basta lo spazio di un attimo per dipingerti.
E allora scendo lungo l’incavo del collo, poso una mano sul tuo torace e lo sento caldo, sento battere forte. Scendo ancora, voglio scoprirti il seno, accarezzarti, seguirne i contorni rotondi. Ti sento tremare, ti sfioro dolcemente e sento la schiena inarcarsi. Poso le mani sui fianchi, i palmi completamente aperti a coprire più pelle possibile per sentirne il calore.
A questo punto nulla potrebbe fermarmi, ti continuo ad esplorarti, scendere e risalire, scoprirti ogni centimetro di pelle, vederti interamente, accarezzarti dolcemente, sentirti, spegnere questa fame di te che ho dentro e che esce prepotente ogni volta che la lascio libera…

Il telefono emette un trillo.
Il tuo corpo si allontana, sono catapultato fuori, verso la camera, verso la realtà, non voglio, ma non riesco ad impedirlo.
Lo schermo si illumina, ma ora non importa se è piatto o bidimensionale.
Ciò che importa è che sei tu.

Sorrido e comincio a leggere.

Questa voce è stata pubblicata in Mi trovo nuovo. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...