Guida alla scrittura creativa – 1° parte

sottotitolo: perchè no?

scrittura-creativaffLa scrittura creativa intesa come tecnica per creare racconti o libri, è stata oggetto di infinite trattazioni durante le varie epoche.
Fino ad ora.
Ho deciso di aggiungere la mia personale visione con qualche spunto, critica o idea. Naturalmente dal mio punto di vista, soggettivo e individuale.
Avevo deciso di chiamare la serie di articoli “La scrittura vista dal basso” oppure “Per scrivere un libro non serve lo scalogno”, ma erano titoli troppo alti, troppo per intenditori, quindi ho desistito. Ho usato un titolo semplice, poco appariscente.
La serie di articoli è suddivisa in varie fasi:

    • So veramente scrivere? ovvero, diventare Ernest Hemingway
    • Cosa ci piace scrivere, ovvero scegliere il giusto tipo di cucina.
    • Lo stile di scrittura – I, ovvero secco, arzigogolato o incomprensibile?
    • Lo stile di scrittura – II, ovvero mettere bene le virgole.
    • Lo stile di scrittura – III, ovvero la visuale sul libro.
    • L’idea iniziale, ovvero la finestra sul mondo.
    • La trama, ovvero il percorso dell’eroe.
    • I personaggi, ovvero diventare Dio.
    • Mettersi a scrivere, ovvero vincere la noia.

Può essere che ne aggiunga altri nel cammino.
Ma iniziamo con il primo capitolo:
(ah vi avverto, è lungo.)

So veramente scrivere? ovvero, diventare Ernest Hemingway

snoopy-newnovelA parte il sacrilegio di poter pensare di diventare Ernest, come prima cosa dobbiamo chiederci se sappiamo o vogliamo veramente scrivere.

Chiediamoci una semplice domanda:
So mettere una decina di parole in fila con un qualche significato?

    “Si, ecco: Era una notte buia e tempestosa, il vento sibilava attraverso le finestre.”

Ok, sarebbero 12, ma ci siamo. Passiamo alla prossima:
Ho mai letto un libro in vita mia o solo il manuale del telefonino?

    “Che c’entra, si può scrivere senza mai aver letto nulla!”

Mmmhh, si, forse un tema delle elementari. In realtà è fondamentale capire le differenze di stile tra gli autori, scegliere i generi e in generale vivere l’esperienza di lettura di un libro, i meccanismi dell’immaginazione. Se ci pensate sono solo parole, ma dentro il nostro cervello creano situazioni, scene, personaggi che viviamo, che escono fuori dall’inchiostro. Un buon scrittore sa toccare le corde giuste del lettore, può essere una cosa che si ha per natura, ma in generale la sensibilità nasce da tutti i libri/racconti che abbiamo letto

    “Ok, va bene: every artist is a cannibal, every poet is a thief, blablabla, ho capito. Andiamo avanti!”

Giunti fino a qui ci aspetta la madre di tutte le domande:
“So creare dal nulla un mondo, dei personaggi, una storia? In sostanza ho fantasia?”

    “mmhhhhh… boh!”

Pessima risposta, perché quella corretta è SI. Altrimenti uscite dal blog subito e dedicatevi ad altre cose, perchè forse non avete notato, ma la materia si chiama “scrittura creativa”. Questo presuppone due cose:

  • Essere in grado di scrivere (tecnica)
  • Essere in grado di creare qualcosa della quale si possa scrivere (inventiva)

Per capire se siete in grado inventatevi una storia, anche breve. Partite, per esempio, da Renzo e Lucia ai giorni nostri. Chi sono, come ve li immaginate (non copiate!) che carattere hanno.
Dai facciamolo insieme.

Renzo è un impiegato di banca, ha la Smart, l’ultimo telefonino, è sempre connesso. Vive con il suo amico Giorgio in una casa in condivisione. Gli piace il calcio, correre, viaggiare. È una persona determinata, stabile, a volte dura, ma possiede una vena creativa: dipinge. La sua passione è visitare gallerie e musei. È orfano, non ha fratelli, molti amici, un gatto che si chiama spot che vorrebbe dare via. Non può, però, perché gli era stato regalato da sua madre prima di morire. Porta sempre con sé la catenina che gli avevano regalato i suoi genitori a 6 anni.
Basta come descrizione? Aggiungete altri tratti.

Lucia è una ragazza normale, ogni tanto si colora i capelli, ma non vuole essere appariscente. Vuole passare inosservata, veste in capi basic, perlopiù neri e grigi. Grosse sciarpe gli cingono il collo in qualsiasi stagione, odia i cappelli e le collanine/catenine/parure. Ha un anello di diamanti che porta sempre con sé, dono di un fidanzato che l’ha tradita 3 giorni dopo averglielo regalato. Perché lo porti sempre con sé non è dato sapere. Ha qualche dubbio, alcune insicurezze e crede di non saper amare più, la ferita di quella storia. Lavora come commessa in un negozio in centro, vicino alla banca di Renzo. Vende intimo femminile.
Anche qua aggiungete a piacere, per esempio il sesso?

Dunque, abbiamo definito i protagonisti e dato qualche tratto caratteristico. Ora dobbiamo farli muovere, compiere azioni. In pratica dobbiamo farli incontrare.
Ora non voglio togliervi il gusto di inventarvi il motivo, ma qualche spunto posso darvelo. Per esempio Renzo deve acquistare biancheria intima per una sua ex, oppure per Giorgio, a cui piace indossarla di nascosto, ma non vuole acquistarla. Oppure il capo di Renzo l’ha mandato ad acquistare delle culotte per la propria amante. Oppure lui entra per caso. O sbattono quando lei esce dal negozio. I casi sono infiniti. Possono anche incontrarsi in altri posti, tipo discoteca o teatro, ma l’imbarazzo della biancheria femminile può portare a delle situazioni gustose. Magari possono scopare subito nei camerini, o lui la invita a prendere un caffè. O ancora meglio lei invita lui a cena a casa sua. Come ho già detto i casi sono infiniti.
Completate a piacere.

Capito il senso? Non è una cosa meccanica o statica o matematica. Richiede fantasia, immaginazione, una certa profondità. Questa va ripetuta per tutto il lavoro, perchè le situazioni possono essere molte, i personaggi possono essere tanti e non tutti introdotti subito. Le azioni saranno diverse in funzione della situazione e del carattere dei personaggi. Insomma, la fantasia vi aiuterà a tenere il quadro generale del libro e a far avanzare la trama.

Ok, ora rifatevi la domanda, io vado a bere qualcosa e torno, tanto so che ci vorrà del tempo…

(due ore dopo)

Ci siete tutti, non siete andati via, posso andare avanti. Ora vi parlo della tecnica, cioè di come fisicamente e mentalmente si scrive.

scrittura-creativaIl processo di scrittura è faticoso, lungo ed essenzialmente un fatto privato che non coinvolge altre persone sino alla fine o alla pubblicazione del lavoro. Inoltre quando si parla di scrittura, si pensa generalmente che basti buttare giù parole e frasi per ottenere un qualche risultato.
Niente di più sbagliato.
In generale si scrive in due modi:

Sotto Flusso
Quando le idee scaturiscono da sole direttamente dal cervello alla mano (o alla tastiera) si dice scrivere sotto flusso. E’ la vera fase di creazione, dove ci sentiamo Ernest e pensiamo di aver scritto il capolavoro della vita, le migliori frasi del mondo, i personaggi più efficaci.
Non è generalmente così, rileggendo scopriremo di aver scritto, tra l’altro, delle minchiate assurde, frasi sconnesse e parole inutili.

Con Metodo.
Questo tipo di scrittura equivale al lavoro che fa un qualsiasi ciabattino o artigiano: costruire le cose secondo l’esperienza e l’addestramento ricevuto. Possiamo usare questo modo dopo una sessione di scrittura sotto flusso per rifinire quello che abbiamo scritto, oppure per scrivere farsi e capitoli quando la vena creativa stenta o come rimedio per il blocco. Può succedere che iniziare a scrivere con metodo porti poi a un flusso creativo costante e viceversa.
In pratica si costruiscono le singole frasi, si spostano le parole e si fa avanzare trama e personaggi in maniera analitica e “razionale” (permettetemi il termine).

Tutto questo introduce un passaggio fondamentale nel processo creativo:
La riscrittura.
Chi crede che basti scrivere una volta un paragrafo o una frase si sbaglia di grosso. La riscrittura è quella che definisce il racconto, che tira fuori i punti forti e toglie i punti deboli.
Tra una riscrittura e l’altra, quello che avete scritto può cambiare anche in maniera consistente. Si tagliano e spostano pezzi, si limano le frasi, sostituiscono parole.
Il numero di riscritture non è costante, possono arrivare anche a 5 o 6. Cambia anche in funzione del tempo: quello che avete scritto e riscritto sue settimane fa e che pensavate di aver fissato non è detto che vada bene oggi. Probabilmente lo cambierete. Passerete ore a immaginarvi costruzioni sintattiche diverse e a chiedervi se il lettore capisce il vostro pensiero.
Come ho già detto è un processo tipicamente privato dove dovrete prendere delle decisioni e mettere in discussione il vostro lavoro. Ne siete in grado? Siete in grado di essere critici con voi stessi invece di pensare che siete dei geni?

Non spaventatevi, sembra difficile, ma queste cose vi verranno naturali se avrete voglia e tempo di dedicarvi al vostro lavoro per migliorarlo e affinarlo.
Il punto è che dovete capire a cosa andate incontro.
Non è una passeggiata, è un atto creativo che vi darà soddisfazione massima se vi applicherete.
Adesso riflettete un po’ su queste parole, rileggetevi l’articolo e ci vediamo per il secondo punto.
Sempre se vi ritrovo!
A presto.

Vai a
Cosa ci piace scrivere, ovvero scegliere il giusto tipo di cucina.

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