Ultima volta

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Lei chiuse la porta a chiave, insieme cominciarono a scendere la lunga scala che portava al cortile.
A metà lui si fermò.
Guardò in alto la porta d’ingresso, il lungo balcone che portava alla scala.
Poi osservò le finestre, il tetto. Infine chiuse gli occhi.
Lei non si fermò subito, pensava al altro, era presa da altro. Se ne accorse solo una decina di scalini dopo.
Guardò su infastidita.
“Non vieni ?” Disse.
“Un momento.” Lui rispose.
Sempre più infastidita continuò a scendere, borbottando qualcosa, continuando a pensare ad altro, ormai aveva altro dentro di se. Scomparve nel portico che portava alla strada.
Nel nulla, com’era ormai diventata.
Lui non se ne accorse e cominciò a parlare.
“Sai, a volte viene una strana sensazione, quella di star vivendo le cose, le persone per l’ultima volta. Come se questa fosse l’ultima volta che scendo queste scale, che esco da quella porta, che dormo in quel letto.”

Con gli occhi chiusi, sempre a metà scala, pensò alla porta d’ingresso.
La aprì, entrò nell’appartamento.
Fece un giro, per fissare bene le stanze, la camera da letto dove la sera prima un’altra illusione si era realizzata. Si fermò per cercare di fotografare ogni dettaglio, anche se sapeva sarebbe svanito a breve. Il materasso duro, i cuscini morbidi, la luce fioca, il rumore dell’acqua. E poi le porte scorrevoli, le pareti gialline, spoglie, le finestre chiuse, le tende chiuse. Realizzò per la prima volta che non aveva mai visto il cielo da quelle finestre, o anche un pezzo di vita. Prima di uscire dalla porta si voltò e diede un ultima occhiata. Non gli interessava fissare le facce, le persone, quanto le cose. Uscì.
Era ancora fermo a metà scala, con gli occhi chiusi.
Li aprì.
Si sorprese a pensare a quante case aveva percorso in questo modo, a quante ultime occhiate aveva dato. Oppure a quante volte aveva chiuso distrattamente la porta senza sapere che era l’ultima volta che lo faceva.
Si guardò intorno, cercando lei, per parlarle, per chiedere se era così anche adesso.
Lei se ne era già andata.
Da tempo come scoprì poco dopo.
Cominciò a scendere lentamente le scale.
Lo sapeva, ormai, se lo sentiva dentro.
Quella sarebbe stata l’ultima volta.
D’ora in avanti sarebbero state tutte ultime volte.
Fino alla fine.
Fino al termine dell’agonia.

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